Quando ristrutturiamo casa si cambiano pavimenti, si ridisegnano le pareti in cartongesso, si studiano luci e colori. Poi il soggiorno comincia a prendere forma e arriva la domanda che divide: mettere o no un camino?
Fino a qualche anno fa, la risposta era quasi sempre tecnica: niente canna fumaria, niente camino. Oggi no. I camini a bioetanolo hanno aperto una strada diversa, più flessibile, che interessa sempre di più architetti, interior designer e chi sta ristrutturando senza voler aprire mezzo appartamento.
Perché molti scelgono il camino a bioetanolo in fase di ristrutturazione
Chi ristruttura non cerca solo calore. Vuole un segno visivo forte che dia carattere alla zona giorno e che faccia dire agli ospiti “è questo il cuore della casa”.
Un caminetto a bioetanolo entra esattamente in questo tipo di ragionamento: fiamma vera, nessun fumo, niente cenere, nessuna canna fumaria da portare fino al tetto.
Dal punto di vista del cantiere significa meno vincoli e più libertà. Lo si può inserire in una parete attrezzata, in una nicchia in cartongesso, in un volume che separa soggiorno e zona pranzo, in una camera da letto ampia.
Come funzionano i camini a bioetanolo (e cosa aspettarsi)
Un camino a bioetanolo utilizza un combustibile liquido di origine vegetale. Il bruciatore lo trasforma in una fiamma reale, che si vede e si sente, senza produrre fumo o fuliggine. Non serve collegarlo a una canna fumaria, non richiede sacchi di legna in garage, non costringe a chiamare lo spazzacamino a fine stagione.
Allo stesso tempo, è importante essere chiari sul fatto che non è una caldaia mascherata. I caminetti a bioetanolo sono perfetti per dare un contributo di calore in un ambiente, per rendere più confortevoli le ore serali, per scaldare la zona dove ci si siede. Ma non hanno l’obiettivo di sostituire l’intero impianto di riscaldamento.
La loro vera forza è altrove: nella possibilità di modellare l’atmosfera. Abbassare le luci e lasciare accesa solo la fiamma cambia il modo in cui percepisci il soggiorno, una cena, una serata sul divano. È un gesto semplice, ma ha un impatto immediato sulla sensazione di casa.
Come capire quale camino a bioetanolo è il modello giusto per la casa
La prima domanda da farsi è: che ruolo deve avere il camino nella stanza?
Se si immagina una presenza discreta, che accompagna la serata senza rubare la scena, funzionano bene i modelli più compatti, magari incassati in una porzione di cartongesso, sotto un quadro o in una parete laterale rispetto alla TV. Se invece si vuole una parete che diventi protagonista (il classico effetto “wow” appena si entra) allora hanno più senso i modelli lineari, lunghi, che scorrono alla base della parete principale o sotto lo schermo.
La seconda domanda è: con che tipo di arredo dovrà dialogare?
In un ambiente minimalista, con linee tese e colori neutri, un camino a bioetanolo sottile, con profilo pulito e pochi dettagli, si integra senza appesantire. In una casa più materica, con legno, pietra, texture importanti, si può lavorare su cornici, rivestimenti, giochi di nicchie che incorniciano il focolare e ne amplificano la presenza.
Molto spesso, poi, è il cartongesso a fare da regia: il fuoco entra dentro una struttura su misura che ospita anche TV, ripiani, luci integrate. È il modo più semplice per trasformare una parete anonima in un volume scenografico dove il caminetto bioetanolo non è un oggetto appoggiato, ma un elemento progettato insieme alla stanza.
Affidarsi a marchi specializzati per il giusto camino a bioetanolo
Il camino, una volta acceso, diventa un magnete visivo. Tutti lo guardano, tutti ci si fermano davanti. Per questo la scelta del prodotto non è un dettaglio. Un conto è un focolare pensato come gadget da scaffale; un altro è un elemento d’arredo studiato per vivere dentro progetti di interni, con bruciatori sicuri, proporzioni corrette e una fiamma che regge lo sguardo anche da vicino.
È qui che entra in gioco un brand come MaisonFire, nato da un gruppo attivo dal 1962 e oggi punto di riferimento in Italia per il fuoco di design “alternativo”: camini elettrici, ad acqua e soprattutto camini a bioetanolo prodotti a Milano, nel rispetto delle normative europee e con un’attenzione strutturale a sicurezza e qualità (non a caso l’azienda è associata al Comitato Termotecnico Italiano).
In catalogo trovi formati pensati per l’incasso in cartongesso, soluzioni lineari per pareti TV, varianti per soggiorni, camere, ambienti hospitality, con finiture e misure che parlano il linguaggio dell’interior design contemporaneo.
Per farsi un’idea realistica delle possibilità, ha senso visionare la gamma dedicata di camini bioetanolo progettati proprio per l’uso d’arredo: guardare misure, proporzioni, esempi di installazioni reali aiuta a capire che tipo di presenza potrebbe avere il camino nella propria casa, al di là del semplice “mi piace” a una foto su Pinterest.



